Filati

Benvenuti a Morbidabrigo !

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\r\nQuando un anno fa io e mio marito abbiamo iniziato quest’avventura di Fili & Colori sapevo che il primo filato ad entrare  in magazzino sarebbe stata la Malabrigo.\r\nSono una knitter ed una venditrice di filati, non una collezionista di matasse colorate o di marchi.\r\n\r\nSarebbe un po’ difficile dire che i colori della Malabrigo non siano meravigliosi ma se fosse tutto qui  basterebbe  appendere al muro le foto della loro cartella colori e starsele a guardare.\r\nSarebbe anche difficile dire che la lana della Malabrigo non sia morbida, anzi tenera come nessun’altra. Eppure quello che rende speciale la Malabrigo  non è il piacere di toccarla ma il piacere di lavorarla: trasformare la matassa in gomitolo e lavorare  una maglia dopo l’altra e sentirsi scorrere sotto le dita il colore e la morbidezza del filato.\r\n\r\nLa storia della Malabrigo è la storia di un’azienda familiare nata a Montevideo, in Uruguay, nel 2005 intorno ad un pentolone bollente in cui l’architetto Antonio Gonzalez-Arnao ha iniziato a colorare la lana.\r\nAntonio ed i cognati Tobias e Marcos Felder hanno da prima iniziato a vendere tramite internet negli Usa e poi sono arrivati nei negozi americani ed europei.\r\n

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L’Uruguay, sono andata a guardarmi la cartina, è un paese messo come un cuneo tra Brasile ed Argentina (abitato da un’altissima percentuale di discendenti di emigranti italiani) ed è uno dei maggiori produttori al mondo di lana (soprattutto merino) che fino agli anni ’90 veniva per lo più esportata  per essere filata e tinta altrove.\r\nMalabrigo deve il suo nome al piccolo e freddo paese di Mal Abrigo (letteralmente “vestito poveramente”) che si trova nella parte interna del paese ed i cui abitanti lavoravano a maglia i loro vestiti.\r\nAvete mai notato come sulle etichette il nome Malabrigo sia scritto in due colori diversi ? Qui in basso c’è la foto del cartello della stazione ferroviaria del paese.

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image3 Copyriright Panoramio

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image5 Copyright Hannah Thiessen

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Le pecore vengono allevate libere tra le colline uruguayane, sono tosate con tecniche mulesing free e la lana viene lavata evitando lo spreco di acqua.

\r\nLe matasse giungono nello stabilimento di Montevideo dove vengono colorate in piccole quantità per volta in pentole in cui i colori non sono mescolati uniformemente e dove quindi il colore di ogni matassa che si ottiene dipende dal punto in cui si trovava all’interno della pentola.\r\n\r\nPotete trovare sul blog della Malabrigo una quantità di informazioni e di foto sui filati prodotti. Mentre su Ravelry le pagine del gruppo Malabrigo Junkies sono  una miniera di idee su progetti da realizzare con le matasse di Malabrigo.\r\n\r\nLa foto del gregge di pecore merinos e quelle delle matasse messe ad asciugare sono di Hannah Thiessen (hannahbelle su Ravelry) che l’anno scorso ha fatto un periodo di internship nella sede di Malabrigo a Montevideo.\r\n\r\nLo scaldacollo. invece. che ho fatto con la Malabrigo Rios, colore Azules, è il Dolinar di Stephen West\r\nIMG_6\r\nimage7

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